Il carattere del gatto. Origini, intelligenza, stratagemmi del Felis silvestris catus
di Stephen Budiansky (2002)
Punti chiave
- Il gatto di casa non è una specie diversa dal gatto selvatico africano da cui discende
- Per l'autore il gatto è addomesticato solo in parte e si comporta ancora da predatore
- Nelle prime settimane di vita c'è un periodo in cui il gattino è più pronto a legarsi alle persone
- Molti comportamenti curiosi del gatto si spiegano come strategie nate con l'evoluzione
Approfondimento
Di cosa parla
Stephen Budiansky è un giornalista scientifico americano. Ha studiato a Yale e ad Harvard, è stato redattore a Washington della rivista «Nature» e corrispondente dell’«Atlantic Monthly». Ha scritto libri sul comportamento di cani e cavalli e saggi di storia, ad esempio sulla decifrazione dei codici nella Seconda guerra mondiale.
In questo libro applica al gatto le ricerche su sviluppo, apprendimento, emozioni, chimica del cervello e percezione. La tesi centrale è che il gatto è stato addomesticato solo in parte: vive con noi ma è cambiato poco rispetto al predatore selvatico. Il gatto di casa, ricorda l’autore, non è nemmeno una specie distinta dal gatto selvatico africano da cui discende. A differenza degli altri animali domestici, si è evoluto come animale solitario, e questo spiega molti comportamenti che sorprendono o irritano chi vive con lui. Da piccoli i gatti sono sociali, da adulti per lo più solitari.
Budiansky si basa su esperimenti di laboratorio e osservazioni. Una delle idee centrali riguarda la prima infanzia: c’è un periodo critico, nelle prime settimane, in cui il gattino è più disposto a legarsi alle persone. Molti comportamenti curiosi sono letti come strategie nate con l’evoluzione. Un esempio: il gatto che si avvicina proprio a chi non lo ama, perché quella persona evita di guardarlo e quindi gli sembra meno minacciosa. Il libro contiene anche un semplice test sulla personalità del gatto e qualche pagina sull’addestramento, ma non è un manuale di consigli.
Perché lo consigliamo
È una buona introduzione al gatto come animale con una natura sua, diversa da quella del cane. Per chi si occupa di gatti liberi e colonie feline sono utili soprattutto due idee: il gatto conserva il suo modo di vivere da predatore anche quando vive accanto a noi, e la confidenza con le persone si costruisce in gran parte nelle prime settimane di vita. Aiuta quindi a capire perché i gattini vanno avvicinati presto, se si vuole che un giorno possano vivere in casa. Va letto tenendo conto della data: è uscito nel 2002, prima di molti studi recenti sul gatto.