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Libro

Il gatto in noi

di William S. Burroughs (1986)

Libro Inglese Disponibile in italiano
Breve libro di ricordi e riflessioni di Burroughs sui gatti che hanno vissuto con lui e su ciò che ha imparato dal loro modo di stare al mondo. Titolo originale: The Cat Inside.

Punti chiave

  • Un breve libro autobiografico in cui Burroughs ripercorre la sua vita attraverso i gatti che ha avuto
  • Lo scrisse negli ultimi anni, a Lawrence, in Kansas, dove viveva con molti gatti
  • Ricordi, sogni e divagazioni si mescolano: gatti di casa, gatti di strada, creature immaginarie
  • Mostra un lato più tenero di un autore noto per opere violente come «Il pasto nudo»

Approfondimento

Di cosa parla

William S. Burroughs, uno degli scrittori della Beat Generation, è noto soprattutto per «Il pasto nudo», del 1959. Nel 1981 si trasferì a Lawrence, in Kansas, dove visse fino alla morte nel 1997 in una casa piena di gatti. «Il gatto in noi» (in originale «The Cat Inside») è un breve testo autobiografico scritto in quegli anni. La prima edizione, del 1986, fu stampata dalla Grenfell Press in sole 133 copie, con le illustrazioni di Brion Gysin, amico e collaboratore di lunga data di Burroughs. Nel 1992 lo ristampò Viking per il grande pubblico. In Italia è pubblicato da Adelphi nella traduzione di Giuseppe Bernardi.

Il libro procede per frammenti: aneddoti sui gatti con cui ha vissuto, tra cui Ruski, Fletch e Wimpy, ricordi del passato, sogni e divagazioni. Accanto ai gatti di casa compaiono gatti di strada e gatti immaginari, creature in parte feline e in parte umane. Burroughs si presenta come il loro custode, e il libro stesso si dichiara un’allegoria in cui il suo passato viene raccontato attraverso i gatti. Di sfuggita compaiono anche amici come Allen Ginsberg e Jane Bowles.

Lo stile

Il libro è stato letto in modi diversi. Per molti mostra un Burroughs più tenero e vulnerabile del solito. La rivista Kirkus lo trovò invece dispersivo e stravagante. Il tono resta riconoscibile: calmo, ma a tratti inquietante.

Perché lo consigliamo

Non dà informazioni pratiche sulla cura dei gatti e non parla di colonie feline: è un libro letterario, a volte strano. Lo consigliamo perché racconta con sincerità quanto la compagnia dei gatti abbia contato per un uomo negli ultimi anni della sua vita. Burroughs riconosceva ai gatti di averlo reso più umano. E tra i gatti che ricorda ci sono anche quelli di strada, guardati con la stessa attenzione di quelli di casa.

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