Il gatto venuto dal cielo
di Takashi Hiraide (2001)
Punti chiave
- La gatta Chibi appartiene ai vicini ma comincia a passare le sue giornate dalla coppia protagonista
- La storia è ambientata a Tokyo alla fine degli anni Ottanta, mentre finisce l'era Shōwa
- Il romanzo ha vinto in Giappone il premio letterario Kiyama Shōhei
- Il tema centrale è il legame con un animale che non si possiede
Approfondimento
Di cosa parla
Takashi Hiraide, nato nel 1950, è prima di tutto un poeta. Il gatto venuto dal cielo è un romanzo breve uscito in Giappone nel 2001, che ha vinto il premio letterario Kiyama Shōhei. Tradotto in inglese nel 2014, è stato un successo anche in Francia e negli Stati Uniti.
Il narratore e sua moglie sono una coppia sulla trentina, senza figli. Nel 1987 vanno a vivere in affitto in una piccola casa per gli ospiti, dentro la proprietà di una coppia di anziani a Tokyo. Lavorano da casa, lui ha lasciato l’impiego per scrivere, e tra i due c’è ormai poco dialogo. Un giorno la gatta dei vicini, Chibi, comincia a entrare nella loro cucina. Torna sempre più spesso e si comporta come se fosse a casa sua. Senza che nessuno dei due lo abbia cercato, la gatta diventa un pensiero condiviso, e la coppia si ritrova.
Sullo sfondo ci sono la fine dell’era Shōwa, con la morte dell’imperatore Hirohito nel 1989, e gli ultimi anni del boom immobiliare giapponese. I padroni di casa invecchiano e la proprietà rischia di essere venduta.
Lo stile
Il libro ha poca trama e un ritmo lento. È fatto di osservazioni precise: la casa, il giardino, i movimenti della gatta. A un certo punto il lettore capisce che il libro che il narratore sta scrivendo è proprio quello che ha tra le mani. I recensori ne lodano la prosa curata. Chi cerca una storia piena di eventi potrebbe trovarlo troppo meditativo.
Perché lo consigliamo
Chibi non è dei protagonisti. Ha una famiglia, entra ed esce quando vuole, e il rapporto con lei si costruisce senza possesso. È una situazione vicina a quella di chi si prende cura di un gatto di quartiere o di una colonia felina: un legame vero con un animale che resta libero e che non appartiene a chi lo accudisce. Il romanzo racconta con delicatezza sia la gioia sia i limiti di questo legame. È letteratura, non una guida pratica, ma descrive bene una forma di affetto che molti volontari conoscono.