Il re della casa. Come i gatti ci hanno addomesticato e hanno conquistato il mondo
di Abigail Tucker (2016)
Punti chiave
- Il gatto offre all'uomo poco in cambio, eppure si è diffuso in tutto il mondo vivendo accanto a noi
- Secondo l'autrice sono stati i gatti a scegliere di vivere con l'uomo, non il contrario
- Il libro tratta il gatto come specie invasiva e dedica molto spazio ai suoi effetti sulla fauna selvatica
- Anche il gatto che vive sempre in casa pesa sull'ambiente, perché mangia carne
Approfondimento
Di cosa parla
Abigail Tucker è una giornalista americana, corrispondente della rivista «Smithsonian», e questo è il suo primo libro. Per scriverlo ha intervistato archeologi, veterinari, biologi ed ecologi, ha passato del tempo con gestori di aree protette, attivisti per i diritti degli animali e allevatori, ed è andata alle esposizioni feline.
La domanda di partenza è come un piccolo predatore, poco utile perfino come cacciatore di topi, sia diventato uno degli animali più diffusi del pianeta. Tucker parte dai grandi felini, che sono in declino, mentre i gatti di casa aumentano: secondo le sue stime sono almeno 600 milioni nel mondo, forse vicini al miliardo. Per lei sono stati i gatti ad avvicinarsi a noi: attirati dai rifiuti e dalle risorse dei villaggi, si sono adattati alla vita accanto all’uomo senza dare molto in cambio. Mangiano quasi di tutto, si riproducono in fretta e sopportano la vita in spazi stretti, e per questo prosperano nelle città. Il loro cervello si è adattato alla convivenza, il corpo è rimasto quello di un cacciatore.
Il libro racconta anche il mondo umano intorno al gatto: le esposizioni feline, gli allevatori di razze nuove come il Lykoi, i gatti famosi su internet come Lil Bub. Parla inoltre della toxoplasmosi, l’infezione da parassita che il gatto può trasmettere alle persone, e delle ricerche sui suoi effetti.
I gatti e la fauna selvatica
Una parte ampia del libro riguarda l’impatto dei gatti sulla natura. Tucker ricorda che il gatto è nell’elenco delle cento specie invasive più dannose al mondo e racconta i danni a uccelli, piccoli mammiferi e specie a rischio. In Florida va a cercare gatti domestici che vivono liberi negli ambienti naturali. Sostiene che anche il gatto tenuto sempre in casa ha un costo per l’ambiente, perché il suo cibo è carne. Allo stesso tempo lega il successo dei gatti ai cambiamenti che l’uomo ha imposto al pianeta.
Perché lo consigliamo
È scritto in modo leggero e si legge anche senza una formazione scientifica. Per chi si occupa di gatti liberi e colonie feline è utile in due modi. Spiega da dove viene il successo del gatto accanto all’uomo. E presenta in modo diretto il punto di vista di chi guarda prima di tutto alla fauna selvatica, che chi gestisce colonie incontra spesso nel dibattito pubblico. Conoscerne gli argomenti aiuta a discuterne con dati e con rispetto.