La gatta
di Colette (1933)
Punti chiave
- Romanzo breve uscito nel 1933, prima a puntate sulla rivista «Marianne» e poi in volume da Grasset
- Al centro c'è un triangolo: Alain, la moglie Camille e la gatta Saha
- Colette descrive la gatta con tanta cura che diventa quasi un terzo personaggio
- La gelosia di Camille arriva a mettere in pericolo la vita della gatta
Approfondimento
Di cosa parla
Colette, nata nel 1873 e morta nel 1954, è l’autrice di «Chéri» e di «Gigi». Agli animali aveva già dedicato i «Dialogues de bêtes» nel 1904. «La gatta» uscì a puntate sulla rivista «Marianne» nella primavera del 1933 e subito dopo in volume da Grasset. È un romanzo breve che segue un matrimonio in ordine cronologico, a partire da una settimana prima delle nozze.
Alain Amparat è il figlio di una famiglia di industriali benestanti. Ha perso il padre da bambino ed è cresciuto coccolato dalla madre e dai domestici nella vecchia casa di famiglia a Neuilly, alle porte di Parigi. Con lui c’è Saha, la sua gatta. Camille Malmert, la sposa, viene da una famiglia simile ma è il suo opposto: moderna, diretta, guida veloce e fuma molto. Dopo le nozze i due vanno a vivere in un piccolo appartamento moderno all’ultimo piano di un palazzo nuovo, e Alain porta con sé la gatta.
I temi
Camille si accorge presto che il marito dà alla gatta un’attenzione che a lei nega. La gelosia cresce fino a un gesto che mette in pericolo la vita di Saha. Per Alain la gatta rappresenta la calma della casa dell’infanzia, che non vuole lasciare. Per Camille è una rivale. Il romanzo parla di immaturità, di gelosia e della distanza tra ciò che due sposi si aspettano l’uno dall’altra.
All’uscita le recensioni furono contrastanti. Il critico Edmond Jaloux lo definì un capolavoro, e oggi molti condividono quel giudizio. La nuova traduzione italiana, di Maurizia Balmelli, è uscita da Adelphi nel 2025.
Perché lo consigliamo
Non è un libro sui gatti liberi né sulla cura dei gatti. È un romanzo psicologico, e il legame tra Alain e Saha serve soprattutto a raccontare lui. Lo consigliamo per ragioni letterarie. Colette osserva la gatta con precisione: i movimenti, le abitudini, il modo in cui occupa lo spazio della casa. E mette in scena un conflitto che chi vive con un animale può riconoscere: quando l’affetto per un gatto diventa il terreno su cui si scaricano le tensioni tra persone, chi rischia di più è il gatto.