L’incredibile intelligenza del gatto
di John Bradshaw (2013)
Punti chiave
- Il gatto è addomesticato solo in parte: resta un cacciatore solitario che diffida degli altri gatti
- Per avere un gatto socievole contano i geni, ma anche il contatto con le persone nelle prime settimane di vita
- Quando si strofina contro di noi, il gatto ci tratta come un gatto più grande e non ostile
- Secondo l'autore la sterilizzazione dei gatti di casa fa nascere gran parte dei gattini da gatti che vivono liberi
Approfondimento
Di cosa parla
John Bradshaw è un biologo inglese che studia il comportamento degli animali da compagnia e il rapporto tra persone e animali. Nel 1992 ha fondato l’Anthrozoology Institute all’Università di Southampton, poi trasferito all’Università di Bristol, dove ha lavorato nella scuola di veterinaria. In questo libro raccoglie quello che la ricerca sa oggi del gatto domestico e lo spiega a chi vive con un gatto.
Il racconto parte dall’addomesticamento. Il gatto si è avvicinato all’uomo in Medio Oriente, quando l’agricoltura ha creato depositi di grano che attiravano i topi. Il cane discende da un lupo che vive in branco; il gatto invece discende da un animale solitario che difende il suo territorio. Per Bradshaw l’addomesticamento del gatto non è finito: caccia ancora per istinto e lega con i propri parenti, molto meno con gli altri gatti. Per questo sconsiglia di dare per scontato che due gatti stiano meglio di uno: se se ne vogliono due, meglio due fratelli, e un nuovo arrivato va presentato piano, prima con l’odore e poi con la vista.
Il libro spiega anche come il gattino impara a vivere con noi. Il carattere dipende in parte dai genitori, ma conta molto essere maneggiati dalle persone nelle prime settimane. Quanto alla comunicazione, le fusa sono una richiesta il cui senso cambia con il contesto.
Il futuro del gatto
Bradshaw si chiede cosa diventerà il gatto. I gatti di casa sono quasi tutti sterilizzati, quelli che vivono liberi molto meno: così molti gattini nascono da genitori adatti alla vita di strada più che alla vita in casa. Secondo lui, generazione dopo generazione, i gatti potrebbero diventare un po’ meno socievoli. Per ora basta abituare bene i gattini alle persone; come possibile risposta guarda alla genetica e alla scelta di far riprodurre i gatti più socievoli.
Perché lo consigliamo
Per chi segue colonie feline il libro aiuta a capire comportamenti che si vedono ogni giorno: perché i gatti legano soprattutto con i parenti, perché l’inserimento di un nuovo gatto va fatto con calma, perché le prime settimane di vita pesano tanto sulla confidenza con le persone. Affronta anche il conflitto tra l’istinto di caccia e la tutela della fauna selvatica. La tesi sulla sterilizzazione è un’ipotesi dell’autore e va letta come tale, ma tocca da vicino il lavoro sulle colonie. Le ricerche e gli esempi citati sono soprattutto britannici.