Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
di Luis Sepúlveda (2012)
Punti chiave
- A Monaco di Baviera un gatto anziano che sta perdendo la vista fa amicizia con un topo
- Il topo diventa gli occhi del gatto, il gatto divide con lui il cibo e la casa
- Una favola sull'amicizia tra diversi, sulla lealtà e contro la discriminazione
- Il gatto Mix è ispirato al gatto vero del figlio di Sepúlveda
Approfondimento
Di cosa parla
Luis Sepúlveda ha pubblicato questa storia nel 2012, sedici anni dopo «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare». Il titolo originale, «Historia de Mix, de Max y de Mex», mette in fila i nomi dei tre protagonisti: un ragazzo, un gatto e un topo. Il gatto Mix è ispirato al gatto del figlio dello scrittore, e il libro è dedicato ai suoi nipoti. L’edizione italiana di Guanda è tradotta da Ilide Carmignani e illustrata da Simona Mulazzani.
Max e Mix crescono insieme a Monaco di Baviera. Quando Max diventa grande e va a vivere per conto suo, il gatto lo segue. Max lavora molto e resta spesso fuori casa, così Mix, ormai vecchio e quasi cieco, passa lunghe ore da solo. Un giorno sente dei rumori nella dispensa: c’è un topo, chiacchierone e un po’ fifone. Mix non gli fa del male e gli lascia il suo müesli in cambio di compagnia. Il topo gli chiede un nome, e il gatto lo chiama Mex. Comincia così l’amicizia tra due animali che, secondo le regole, dovrebbero essere nemici.
Perché lo consigliamo
Il libro racconta con delicatezza la vecchiaia di un gatto: un animale che perde la vista ma continua a stare bene grazie a chi gli sta vicino. Può essere uno spunto per parlare con i bambini dei gatti anziani e di cosa vuol dire prendersene cura.
Per il resto il valore è educativo: l’amicizia tra chi è diverso, la lealtà, l’aiuto reciproco. Come nella «Gabbianella», gli animali parlano e pensano come persone: è una favola, non una guida al comportamento del gatto. È un romanzo breve e illustrato, che si presta alla lettura ad alta voce in famiglia o a scuola.