Vi è mai capitato di notare un gatto libero con la punta di un orecchio “tagliata”? Non è il segno di una zuffa: è l’apicectomia auricolare, il metodo riconosciuto a livello internazionale per identificare a vista i gatti di colonia già sterilizzati. In questo articolo spieghiamo in cosa consiste, perché è così importante per il benessere dei gatti liberi, cosa prevede la normativa italiana e come interviene la nostra rete quando purtroppo non viene praticata.
Cos’è l’apicectomia auricolare
L’apicectomia auricolare (in inglese ear-tipping) è l’asportazione chirurgica dell’apice del padiglione auricolare, cioè della punta dell’orecchio, generalmente il sinistro. Il taglio è minimo — non superiore a 7 millimetri dall’estremità della pinna — ma sufficiente a rendere il gatto immediatamente riconoscibile a distanza come soggetto già sterilizzato, senza bisogno di catturarlo o manipolarlo.
Viene eseguita dal medico veterinario subito dopo l’intervento di sterilizzazione, mentre il gatto è ancora in anestesia profonda: l’animale non avverte quindi alcun dolore e si risveglia con il segno identificativo già presente, che guarisce in pochi giorni.
Perché è fondamentale per i gatti liberi
I programmi di controllo delle colonie feline in Italia si basano sul metodo della cattura, sterilizzazione e reimmissione del gatto nel suo territorio (il cosiddetto TNR – Trap, Neuter, Return). Questo sistema funziona solo a una condizione: che chiunque entri in contatto con l’animale possa capire a colpo d’occhio se quel gatto è già stato sterilizzato.
Senza apicectomia, un gatto già operato rischia di essere:
- catturato di nuovo inutilmente, con lo stress che ne consegue per un animale non socializzato;
- sottoposto a una seconda anestesia generale e a un intervento chirurgico “a vuoto”, con i relativi rischi anestesiologici;
- fonte di spreco di risorse pubbliche, perché il servizio veterinario impiega tempo e fondi per un intervento già eseguito.
C’è poi un aspetto spesso trascurato: i gatti liberi si possono spostare, e i tutor di colonia cambiano nel tempo. La riconoscibilità del gatto comunale sterilizzato deve essere garantita a chiunque e per sempre, non può dipendere dalla memoria di chi accudisce la colonia oggi o dalla fiducia che il gatto non decida di spostarsi di qualche isolato.
L’apicectomia è una mutilazione? Cosa dice la legge
È una domanda legittima: la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (ratificata in Italia con la legge n. 201/2010) vieta in linea generale gli interventi che modificano l’aspetto dell’animale. L’apicectomia auricolare, però, è espressamente consentita come eccezione (art. 10, comma 2, lettera a della Convenzione) proprio perché eseguita nell’interesse dell’animale: evita catture ripetute e nuovi interventi chirurgici a fini puramente identificativi.
I riferimenti normativi principali sono:
- la legge quadro 14 agosto 1991, n. 281, che affida alle aziende sanitarie la sterilizzazione dei gatti liberi e la loro reimmissione nella colonia di provenienza;
- la nota del ministero della Salute – DGSAF prot. n. 766 del 17 gennaio 2012, che codifica la procedura nazionale: l’apicectomia auricolre «deve essere praticata subito dopo l’intervento di sterilizzazione, con il soggetto in anestesia profonda, nel rispetto delle buone prassi veterinarie», con taglio non superiore a 7 mm;
- le leggi regionali in materia di tutela degli animali, che in molti casi impongono l’identificazione contestuale alla sterilizzazione. In Calabria, ad esempio, l’art. 13, comma 9, della legge regionale n. 45/2023 stabilisce che i gatti delle colonie feline, «contestualmente alla sterilizzazione, sono identificati e registrati all’anagrafe a nome del comune competente per territorio».
Un punto merita di essere sottolineato: poiché l’apicectomia può essere lecitamente eseguita solo in anestesia profonda, essa è per sua natura contestuale alla sterilizzazione. Ometterla in sala operatoria significa precludere per sempre l’identificazione visiva dell’animale, oppure condannarlo a una nuova cattura e a una nuova anestesia generale al solo scopo di marcarlo. Un esito irragionevole e contrario al suo benessere.

Perché non basta fare affidamento sulla memoria dei volontari
I tutor che accudiscono colonie feline conoscono i propri gatti. Ma la “memoria visiva” dei volontari non è un sistema di identificazione previsto da alcuna norma e non può sostituire quello prescritto. L’identificazione permanente serve proprio a superare il singolo referente: deve funzionare anche tra dieci anni, anche se il gatto si sposta di quartiere, anche se il tutor non c’è più. Un servizio pubblico non può subordinare l’adempimento di un obbligo di legge alla memoria di privati cittadini.
Ci segnalano che non sempre viene praticata: come interveniamo
Purtroppo le segnalazioni che riceviamo dai tutor di colonia ci dicono che l’apicectomia non viene sempre eseguita, presso gli ambulatori pubblici delle aziende sanitarie in occasione della sterilizzazione.
È accaduto di recente in Calabria: nel luglio 2026 una tutor ci ha segnalato che, presso un ambulatorio ASP, quattro gatti di due colonie regolarmente registrate erano stati sterilizzati senza che su nessuno di essi venisse praticata l’apicectomia auricolare, con la motivazione che i volontari «si sarebbero ricordati» quali soggetti erano stati operati.
In casi come questo Rete Felina interviene concretamente: attraverso Animal Law Italia ETS, l’associazione che ha promosso il progetto, abbiamo inviato una segnalazione formale all’azienda sanitaria chiedendo di confermare l’avvenuta identificazione e registrazione in anagrafe dei gatti operati, di richiamare il personale veterinario al rispetto della procedura ministeriale e di adottare una procedura operativa uniforme che preveda l’apicectomia contestuale a ogni sterilizzazione di gatti di colonia. In difetto di riscontro, ci siamo riservati di investire della questione il ministero della Salute e la Regione.
È questo il senso del nostro progetto: mettere in connessione tutori di colonia, Comuni e aziende sanitarie per la corretta e uniforme applicazione delle norme a tutela dei gatti liberi, offrendo supporto legale ai volontari che ogni giorno se ne prendono cura.
Cosa sapere sull'apicectomia auricolare
No. Viene eseguita in anestesia profonda, subito dopo la sterilizzazione, e la piccola ferita guarisce in pochi giorni. Il gatto non subisce alcuna limitazione all’udito né alla qualità della vita.
Per prassi si interviene di norma sull’orecchio sinistro, con un taglio netto e non superiore a 7 mm, come indicato dalla nota ministeriale DGSAF n. 766/2012.
No, sono strumenti complementari: il microchip consente l’identificazione univoca del singolo animale e la registrazione in anagrafe, l’apicectomia consente il riconoscimento a vista e a distanza, senza dover catturare il gatto. Per i gatti liberi afferenti a colonie feline è proprio questa la funzione essenziale.
Se sei tutor o volontario di colonia, segnalacelo: raccogli data e luogo dell’intervento, il codice della colonia e ogni comunicazione ricevuta dal servizio veterinario. Rete Felina può aiutarti a inviare una segnalazione formale all’azienda sanitaria e agli enti competenti.
Hai una segnalazione da farci? Contattaci: supportiamo gratuitamente i tutor di colonia nella tutela dei gatti liberi