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Noicattaro (BA), il Comune chiarisce: il divieto temporaneo di dare cibo non vale per le colonie feline

Dopo la richiesta di chiarimenti di Animal Law Italia, il sindaco conferma per iscritto: chi accudisce una colonia può continuare ad alimentarla.

Tre gatti liberi accovacciati sul selciato davanti a un muro bianco

Il caso: le aggressioni e le ordinanze d’urgenza

Nelle prime settimane di agosto il territorio di Noicattaro, nel territorio della Città metropolitana di Bari, è stato interessato da due episodi gravi: la sera del 4 agosto un’aggressione da parte di canidi ai danni di due minori, e la sera del 15 agosto un secondo episodio, ancora ai danni di un minore. Ne è seguita una intensa attività istituzionale — tavoli tecnici in Prefettura, una task force dedicata, la richiesta di cattura dell’animale inoltrata al ministero dai competenti uffici regionali — e una serie di ordinanze sindacali contingibili e urgenti: la n. 228 del 12 agosto, poi integrata e prorogata dalla n. 230 del 17 agosto e dalla successiva n. 231.

I provvedimenti hanno disposto, tra l’altro, la chiusura notturna del Parco Comunale e l’inibizione delle aree verdi prossime alle zone agricole e alle Lame. Fin qui, misure comprensibili e proporzionate a una situazione che lo stesso Comune ha definito emergenziale.

Il problema: un divieto formulato in modo troppo generico

Tra le prescrizioni rivolte alla cittadinanza, però, ne compariva una destinata a creare incertezza: l’indicazione di «non distribuire cibo per animali domestici all’esterno delle abitazioni».

Letta alla lettera, una formulazione così ampia avrebbe potuto essere applicata anche all’alimentazione delle colonie feline censite e dei cani reimmessi sul territorio ai sensi della legge regionale — attività che non sono una semplice cortesia verso gli animali, ma condotte lecite, riconosciute e disciplinate dalla legge. E infatti alcuni cittadini e volontari avevano già inteso il divieto in questo senso, con il rischio concreto che i gatti delle colonie censite del territorio restassero senza cibo e acqua, e che i tutori si esponessero a contestazioni pur operando nel pieno rispetto delle norme.

C’era anche un paradosso pratico: sospendere l’alimentazione controllata non fa «sparire» gli animali. Li spinge, al contrario, ad allontanarsi dai siti abituali e a vagare in cerca di cibo verso abitazioni, attività e cassonetti — esattamente ciò che un’ordinanza a tutela della pubblica incolumità vuole evitare.

L’intervento di Rete Felina

Nella giornata di ieri, 19 agosto, nell’ambito del progetto Rete Felina, Animal Law Italia ha trasmesso al sindaco, al Comando di Polizia Locale e al Servizio Veterinario della ASL — e per conoscenza alla Prefettura di Bari e alla Regione Puglia — una richiesta di chiarimenti e di integrazione dell’ordinanza.

La nota, dal taglio volutamente collaborativo, non contestava le finalità del provvedimento: chiedeva di chiarire che il divieto non si applica all’alimentazione delle colonie feline censite e dei cani reimmessi sul territorio, e di precisare le modalità corrette di somministrazione del cibo (punti individuati, orari diurni, ciotole con rimozione dei residui a fine pasto), da definire d’intesa con la ASL e con i referenti delle colonie.

La risposta del Comune: il divieto non si applica alle colonie feline

La risposta è arrivata a stretto giro. Con nota trasmessa nelle prime ore di questa mattina, 20 agosto, firmata dal sindaco Raimondo Innamorato e dal Comandante della Polizia Locale Luca Pinto, il Comune ha fornito i chiarimenti richiesti, confermando «la piena disponibilità di questa Amministrazione Comunale a un dialogo costruttivo e collaborativo per la tutela della fauna urbana e del territorio».

Due i passaggi che contano, e che il Comune ha voluto persino sottolineare nel testo:

  • la prescrizione di non distribuire cibo all’esterno delle abitazioni «è strettamente intesa a impedire l’abbandono incustodito di cibo a terra, la presenza permanente di scodelle, ciotole o contenitori sparsi al suolo e qualsiasi situazione di degrado», condotte che costituiscono un pericolo per la pubblica incolumità;
  • «tale ordinanza non si applica alle colonie feline regolarmente censite».

È esattamente la chiarezza che avevamo chiesto: il divieto colpisce l’abbandono indiscriminato di cibo, non l’alimentazione responsabile degli animali che vivono liberi sul territorio per legge.

Una risposta non del tutto aderente alla legge

L’unico appunto che possiamo muovere è che la facoltà di proseguire nell’alimentare gli animali viene espressamente circoscritta alle colonie «regolarmente censite», nonostante la normativa regionale pugliese non subordini la tutela dei gatti liberi a nessun adempimento preventivo.

Confidiamo che si sia trattata di una svista, dovuta anche all’emergenza in corso, e che l’applicazione venga intesa in senso corretto, così da ricomprendere tutti i gatti liberi, che in quanto tali – e senza necessità di specifici adempimenti burocratici – sono soggetti a tutela da parte della legge.

Le norme che tutelano i gatti liberi e chi se ne occupa

La vicenda di Noicattaro è l’occasione per ribadire alcuni punti fermi, validi ben oltre il singolo caso.

La legge quadro nazionale (L. 14 agosto 1991, n. 281) tutela i gatti che vivono in stato di libertà e ne sancisce la non amovibilità dal loro habitat: le colonie non possono essere spostate né disperse, e questo implica che gli animali devono poter essere accuditi là dove vivono.

In Puglia, la legge regionale 7 febbraio 2020, n. 2 definisce il responsabile di colonia felina proprio come «la persona fisica che si occupa della cura e dell’alimentazione della colonia felina» (art. 2, comma 1, lett. m): alimentare un gruppo di gatti liberi non è dunque un’attività tollerata, ma il contenuto stesso del ruolo che l’ordinamento riconosce ai tutori. La stessa legge vieta a chiunque di maltrattare i gatti liberi o di allontanarli dal loro habitat (art. 13), e il Regolamento regionale n. 14/2023 ne completa la disciplina. Privare sistematicamente di cibo e acqua gatti liberi e cani reimmessi sul territorio e non amovibili può assumere rilievo anche penale, ai sensi degli artt. 544-ter e 727 del codice penale.

Un’ordinanza sindacale contingibile e urgente, per quanto legittima, è per sua natura temporanea ed eccezionale: può regolare le modalità dell’alimentazione, ma non può tradursi in un divieto generalizzato che svuoti di contenuto diritti e doveri stabiliti dalla legge nazionale e regionale.

Cosa significa in pratica per chi accudisce una colonia

Dal chiarimento del Comune discendono indicazioni operative utili a tutti i tutori, a Noicattaro come altrove, specie quando sono in vigore provvedimenti d’emergenza:

  • continuare ad alimentare una colonia felina, censita o meno che sia, è legittimo, e nessuna contestazione può essere mossa a chi lo fa correttamente;
  • il cibo non va mai abbandonato a terra né lasciato incustodito: va somministrato in ciotole o contenitori, preferibilmente in orari diurni e in punti stabili;
  • a fine pasto, ciotole e residui vanno rimossi: è proprio la presenza permanente di contenitori e avanzi che le ordinanze intendono evitare, anche per non attirare fauna selvatica.

Va dato atto all’Amministrazione di Noicattaro di aver risposto con tempestività e spirito di collaborazione, in un momento oggettivamente difficile per la comunità. È la dimostrazione che sicurezza pubblica e tutela degli animali non sono interessi contrapposti: si tutelano meglio insieme, con regole chiare.

Ad ogni modo, il censimento resta una pratica assolutamente consigliata in tutte le regioni, essendo propedeutico alle sterilizzazioni e quindi al contenimento della proliferazione incontrollata della popolazione felina: se la vostra colonia non è ancora censita, chiedetene il riconoscimento secondo le regole previste a livello regionale.

Se accudisci una colonia felina e nel tuo Comune un’ordinanza o un provvedimento mettono in dubbio la possibilità di alimentarla, Rete Felina può aiutarti: raccontaci il tuo caso e ti supporteremo nei rapporti con le istituzioni, fino alle iniziative legali quando necessario.

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