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Dieci anni di I Felini di Puglia: dal progetto pilota del 2016 a Rete Felina

Nel 2016 Mariagrazia Distante ha avviato nell’intera provincia di Brindisi e in quella di Barletta-Andria-Trani il progetto che ha portato censimenti, sterilizzazioni e delibere comunali per i gatti liberi. Il Manifesto del Decennale ne celebra i gruppi; oggi l’eredità passa a Rete Felina.

Gatto rosso seduto sul lastricato accanto a una fioriera in terracotta
Foto: Magda Ehlers / Pexels

Nel 2016 Mariagrazia Distante ha avviato I Felini di Puglia, il progetto pilota che in dieci anni ha trasformato la tutela dei gatti liberi da principio scritto nella legge a prassi quotidiana in decine di Comuni. Per celebrare il traguardo è nato il Manifesto del Decennale (2016–2026), che raccoglie i loghi di oltre 30 gruppi cittadini tra Puglia, Calabria e Basilicata.

Nel 2026 quell’esperienza ha trovato la sua evoluzione naturale in Rete Felina, il progetto di Animal Law Italia che connette tutori di colonia, Comuni e ASL per applicare in modo uniforme le norme a tutela dei gatti liberi. Ripercorriamo da dove è partito tutto e cosa cambia adesso.

Da dove è partito: una buona legge rimasta sulla carta

La legge 14 agosto 1991, n. 281 riconosce ai gatti che vivono in libertà il diritto a restare nel proprio habitat e affida a Comuni e ASL il compito di censire le colonie feline e di sterilizzare i gatti. Una buona legge, che però in molti territori non veniva applicata.

Nel 2016, nelle province di Brindisi e di Barletta-Andria-Trani, la situazione era emblematica. In provincia di Brindisi le colonie non erano mai state censite, perché si riteneva che per accedere alle sterilizzazioni servissero un canile sanitario e il riconoscimento del sindaco. In quella di Barletta-Andria-Trani l’accesso alle sterilizzazioni era riservato alle sole associazioni iscritte all’albo regionale, e i cittadini che accudivano i gatti non potevano chiederle.

Il progetto è partito da lì: moduli per segnalare le colonie, richieste puntuali alle ASL, gruppi cittadini — come I felini di Barletta e I felini di Brindisi e provincia — capaci di dialogare in autonomia con la propria amministrazione. Così sono nate, per la prima volta in Puglia, reti comunali, provinciali e regionali di tutrici e tutori di colonia.

Dieci anni di risultati concreti

In dieci anni di attività ininterrotta, e sempre a titolo gratuito, il progetto ha superato l’isolamento in cui spesso lavorano i tutori di colonia e ha introdotto strumenti che oggi sono un modello:

  • Censimenti e sterilizzazioni. Monitoraggi capillari sul territorio e affiancamento degli enti nei piani di contenimento delle nascite, con le sterilizzazioni finalmente attivate presso le ASL territoriali.
  • Il riconoscimento dei Comuni. Sei Comuni — Brindisi, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi, Putignano e Alberobello in provincia di Bari — sono stati i primi ad adottare una delibera di giunta di adesione al progetto. Negli anni se ne sono aggiunti altri due.
  • La figura del tutor, formata e riconosciuta. Il Tesserino e il Manuale del Tutor Felino, strumenti operativi che hanno ottenuto il patrocinio morale delle ASL di Bari e di Brindisi.
  • Mangiatoie che tengono insieme benessere e decoro. La GattoFioriera e la GattaPanca sono arredi urbani pensati per alimentare e ospitare i gatti mantenendo puliti gli spazi pubblici. Le prime GattoFioriere sono arrivate nel 2020 a Brindisi e a Latiano (BR), nel 2021 a Putignano (BA) e nel 2026 ad Alberobello (BA).
  • Modulistica e tracciabilità. Procedure per documentare ogni intervento e geo-mappatura delle colonie sul territorio.
  • Oltre la Puglia. Nel 2021 il progetto è arrivato a Lamezia Terme (CZ), in Calabria, e successivamente a Matera, in Basilicata.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: tutela dei gatti e decoro urbano non sono in contrapposizione. Chi accudisce una colonia ha diritti, ma anche doveri — ciotole ritirate dopo il pasto, nessun residuo di cibo, area pulita — e il progetto li ha sempre tenuti insieme.

Il Manifesto del Decennale

Il Manifesto del Decennale è una sintesi visiva di questi dieci anni: riunisce i loghi dei gruppi cittadini nati dal progetto, da I felini di Brindisi a I felini di Ginosa, fino a I felini di Lamezia Terme in Calabria e I felini di Matera in Basilicata, dando identità ai gatti liberi e a chi li accudisce.

Manifesto del Decennale 2016–2026 con i loghi dei gruppi cittadini nati dal progetto I Felini di Puglia
Il Manifesto del Decennale (2016–2026) con i loghi dei gruppi cittadini — I Felini di Puglia

Rende omaggio sia ai gruppi oggi in prima linea, sia alle realtà storiche che hanno completato la loro missione, raggiungendo la stabilizzazione e la gestione ottimale delle colonie del proprio territorio. Anche questo è un risultato: una colonia censita, sterilizzata e accudita è una colonia che non ha più bisogno di emergenze.

«Dieci anni fa ho avviato questo percorso per trasformare i principi della legge 281/91 in una prassi quotidiana e condivisa», racconta Mariagrazia Distante, ideatrice del progetto. «Oggi celebriamo l’applicazione delle leggi a tutela dei gatti liberi su territori che hanno beneficiato di questa rivoluzione grazie alla sinergia tra istituzioni sensibili e centinaia di cittadini che accudiscono i gatti liberi con dedizione. Il Manifesto dei 10 anni è la dimostrazione visiva di quanto un progetto a titolo gratuito possa incidere positivamente sul rispetto degli animali e sul decoro dei nostri Comuni».

Da I Felini di Puglia a Rete Felina

Nel 2026 Animal Law Italia ha raccolto l’eredità de I Felini di Puglia e l’ha rilanciata come Rete Felina, affidandone la responsabilità alla stessa Mariagrazia Distante. Se il progetto del 2016 è la matrice, Rete Felina ha un obiettivo più ampio: portare su scala nazionale i risultati già raggiunti sul territorio.

Le differenze principali sono due. La prima è il supporto legale: accanto all’esperienza sul campo, oggi c’è il team di avvocate e avvocati di Animal Law Italia, che interviene quando un Comune o una ASL non applica le norme: richieste di chiarimento, diffide e, quando serve, iniziative legali. Alcuni risultati sono già documentati nella sezione I nostri casi, come la colonia in condominio a Mola di Bari, dove la Regione Puglia ha confermato che non serve il benestare dell’amministratore.

La seconda è il team formazione, dedicato a chi accudisce le colonie: con esperte di comportamento felino prepara materiali e incontri per i tutor, come la guida Il linguaggio del corpo del gatto.

Oggi Rete Felina è attiva in quattro regioni — Puglia, Calabria, Basilicata e Sardegna — e punta a crescere ancora. La storia completa, tappa per tappa, è nella pagina Storia del progetto.

Se accudisci una colonia felina, fai parte di un gruppo cittadino o lavori in un Comune o in una ASL, Rete Felina può portare anche nel tuo territorio dieci anni di esperienza: entra nella rete e costruiamo insieme il prossimo decennio di tutela per i gatti liberi.

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