Da novembre 2026 Rete Felina è attiva anche in Sardegna. Tutrici e tutori di colonia dell’isola possono ora rivolgersi a Rete Felina, il progetto di Animal Law Italia che connette tutori di colonia, Comuni e ASL: possono segnalare i problemi al team legale e tenere online il registro della propria colonia.
Non è una crescita casuale. Come abbiamo spiegato nell’articolo sull’obiettivo della piena applicazione delle leggi sui gatti liberi al Sud, le norme che tutelano i gatti esistono già: il nostro lavoro è ottenere che vengano rispettate, a cominciare dai territori dove il problema è più sentito.
Da due a quattro regioni in sei mesi
Rete Felina è nata a maggio 2026 in Puglia e in Calabria, raccogliendo i dieci anni di esperienza del progetto pilota «I Felini di Puglia», avviato nel 2016 da Mariagrazia Distante. Da allora la rete si è allargata:
- maggio 2026, Puglia e Calabria: le regioni da cui tutto è partito, con circa 50 Comuni pugliesi coinvolti nel progetto pilota e l’esperienza di Lamezia Terme (CZ);
- settembre 2026, Basilicata: a Matera è nato il gruppo «I felini di Matera»;
- novembre 2026, Sardegna: la rete arriva sull’isola.
Oggi Rete Felina conta decine di gruppi cittadini e un numero crescente di Comuni che hanno formalizzato l’adesione al progetto con una delibera di giunta, con la possibilità di andare oltre la semplice applicazione della legge, prevedendo ad esempio il rilascio di un tesserino e manuale per i tutor, mangiatoie per i gatti liberi e altre iniziative per migliorare la coesistenza urbana tra felini e umani.
Perché partiamo dal Sud
Le regole di base sono le stesse in tutta Italia. La legge 14 agosto 1991, n. 281 vieta di maltrattare i gatti che vivono in libertà e stabilisce che siano sterilizzati dall’autorità sanitaria e riammessi nel loro gruppo (art. 2, commi 7 e 8). Ogni Regione ha poi una propria legge di attuazione.
Quello che cambia da un territorio all’altro è l’applicazione. Censimenti che non partono, sterilizzazioni ferme o insufficienti, Comuni che non rispondono alle richieste di riconoscimento delle colonie: sono i problemi che tutrici e tutori ci segnalano più spesso, e nelle regioni del Mezzogiorno pesano di più. Per questo abbiamo scelto di cominciare da qui.
Non chiediamo nuove leggi: chiediamo che quelle in vigore siano applicate, con le stesse regole per tutti, che una colonia si trovi a Brindisi, a Matera o a Cagliari.
Cosa trovano in Sardegna tutrici e tutori di colonia
In Sardegna la materia è regolata dalla legge regionale 18 maggio 1994, n. 21. L’art. 14 è dedicato ai gatti liberi e dice tre cose chiare:
- è vietato maltrattarli e spostarli dal loro habitat;
- devono essere sterilizzati dalla ASL competente e reimmessi nel loro gruppo;
- possono essere soppressi solo se gravemente malati o incurabili, e la decisione spetta unicamente al veterinario della ASL.
Da questo mese, chi accudisce una colonia sull’isola può usare gli strumenti di Rete Felina. Su sportello.retefelina.it può tenere gratuitamente il registro della colonia e, se il suo gruppo aderisce alla rete, segnalare un problema al team legale: le avvocate e gli avvocati rispondono e, quando serve, scrivono alle autorità a nome di Animal Law Italia. Come funziona, passo per passo, lo spieghiamo nella guida al servizio legale di Rete Felina.
Le prime segnalazioni sono già arrivate: domande di registrazione delle colonie rimaste senza risposta in diversi territori della Sardegna e la scelta, riferita dalle associazioni, di non praticare l’apicectomia auricolare nell’ambito del servizio biennale di sterilizzazione della ASL n. 5 di Oristano. L’apicectomia è il taglio dell’apice dell’orecchio che rende riconoscibili a vista i gatti già sterilizzati. Non abbiamo ancora conferma dell’avvio delle sedute di questo servizio né di interventi già eseguiti senza apicectomia. Stiamo seguendo queste questioni insieme alle associazioni del territorio.
Un momento importante per i gatti sardi
Rete Felina arriva in Sardegna in una fase favorevole. Con la deliberazione n. 50/57 del 15 ottobre 2026, la Giunta regionale ha approvato un piano triennale di sterilizzazione per il 2026, il 2027 e il 2028, con 500 mila euro l’anno. Di questi, 100 mila euro l’anno sono destinati agli interventi sui gatti delle colonie feline, indicate nel Piano come «censite»; l’azienda capofila, che dovrà pubblicare gli avvisi, è la ASL n. 1 di Sassari.
Va dato atto alla Regione di aver stanziato risorse dedicate alle colonie. Il riferimento alle colonie «censite», però, pone una questione concreta: in molti Comuni le domande di riconoscimento restano ferme per mesi, a volte per anni, e le colonie interessate rischiano di restare fuori dal piano senza alcuna responsabilità di chi le accudisce.
Su questo punto, il 29 ottobre 2026 venti associazioni sarde hanno scritto alla ASL n. 1 di Sassari, con la Regione per conoscenza, chiedendo di includere nel piano tutti i gatti liberi senza proprietario, che la loro colonia sia già censita oppure no. È una posizione che condividiamo: la legge tutela i gatti che vivono in libertà e chiediamo che i ritardi nel censimento non impediscano l’accesso agli interventi. Chiediamo quindi alla Regione di chiarire l’ammissibilità di tutti i gatti liberi e, in subordine, almeno delle colonie con domanda di censimento pendente, prima della pubblicazione degli avvisi.
Un consiglio pratico: se accudisci una colonia in Sardegna e non l’hai ancora fatta censire, presenta la domanda al Comune e alla ASL. Se l’hai già presentata e non hai avuto risposta, sollecitala per iscritto e conserva le ricevute. Se il Comune non risponde o nega il riconoscimento, segnalaci il caso.
E in Basilicata
In Basilicata la legge di riferimento è la legge regionale 16 novembre 2018, n. 46. Da settembre 2026 tutrici e tutori di colonia lucani possono contare sulla rete, a partire dal gruppo «I felini di Matera», con gli stessi strumenti attivi nelle altre regioni: il registro della colonia, le segnalazioni al team legale e il supporto nei rapporti con Comuni e ASL.
Se accudisci una colonia felina in Sardegna, in Basilicata, in Puglia o in Calabria e qualcosa non va, Rete Felina può aiutarti: iscriviti e raccontaci il tuo caso e ti supporteremo nei rapporti con le istituzioni, fino alle iniziative legali quando necessario. Se rappresenti un Comune o un’associazione e vuoi lavorare con noi, entra nella rete.