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Come dare da mangiare ai gatti di colonia: ciotole, orari e pulizia per non avere problemi

Mai cibo a terra, ciotole ritirate dopo il pasto, area sempre pulita: le regole pratiche per alimentare una colonia felina, cosa prevedono leggi regionali e regolamenti comunali e come evitare le contestazioni in condominio.

Un gatto libero rosso e bianco davanti a due ciotole colorate nell’erba di un cortile
Photo by dayong tien on Pexels

Una ciotola rovesciata sul selciato, qualche crocchetta sparsa, un piattino di plastica dimenticato dal giorno prima. Basta poco perché, in un cortile o davanti a un portone, la presenza di una colonia felina diventi motivo di lite, e perché nella cassetta della posta arrivi la lettera dell’amministratore.

Dare da mangiare ai gatti liberi è un gesto tutelato dalla legge, ma va fatto con regole precise: sempre in ciotola, mai a terra, ritirando gli avanzi e lasciando l’area pulita. Sono accorgimenti che proteggono la salute dei gatti, evitano di attirare insetti e ratti e tolgono argomenti a chi vorrebbe vedere la colonia allontanata.

In questa guida, Rete Felina — il progetto di Animal Law Italia che connette tutori di colonia, Comuni e ASL — ti spiega come organizzare il punto di alimentazione, come scegliere tra cibo umido e secco anche d’estate, cosa prevedono le leggi regionali e i regolamenti comunali e che cosa hanno deciso i giudici.

Perché il modo in cui dai da mangiare conta

Una colonia felina ben accudita è una colonia che si nota poco. Il cibo lasciato in giro, invece, si nota subito e porta con sé problemi concreti:

  • insetti e altri animali: avanzi e scatolette attirano mosche, formiche, blatte e ratti, oltre a cani e gabbiani;
  • salute dei gatti: il cibo esposto al sole o alla pioggia si guasta in poche ore e può causare disturbi intestinali;
  • rapporti con il vicinato: odori, piattini sporchi e residui sono il primo motivo delle segnalazioni al Comune e delle lettere degli amministratori;
  • rischi per la colonia: nei casi più gravi il degrado igienico può spingere l’autorità sanitaria a intervenire sull’area, a danno proprio dei gatti che si vorrebbe proteggere.

Mai cibo a terra: sempre in una ciotola

La prima regola è anche la più semplice: il cibo va servito in ciotole o contenitori idonei, mai versato sul suolo, sui gradini o sotto le auto parcheggiate. Qualche indicazione pratica:

  • Ciotole lavabili e stabili. Meglio acciaio, ceramica o plastica rigida, facili da pulire e difficili da rovesciare. Evita fogli di carta, vaschette di alluminio e piatti usa e getta, che il vento sparge in giro.
  • Un punto fisso. Dai da mangiare sempre nello stesso posto: i gatti imparano dove e quando trovare il pasto e l’area da tenere pulita resta circoscritta.
  • Un posto discreto. Lontano da portoni, passaggi pedonali e finestre al piano terra, ma anche dai ripari in cui i gatti dormono e dalle zone in cui fanno i bisogni. Anche l’organizzazione statunitense Alley Cat Allies, punto di riferimento internazionale per la tutela dei gatti liberi, suggerisce angoli tranquilli e poco visibili: i gatti mangiano più sereni e i vicini apprezzano.
  • Mai sotto le auto. Oltre a sporcare la strada, mette in pericolo i gatti quando l’auto riparte.
  • Una piccola stazione di alimentazione. Una pedana o una tettoia leggera, anche fai-da-te, tiene il cibo all’asciutto e lontano dalle formiche. Sul suolo pubblico, però, va concordata con il Comune, come spieghiamo nella guida alle casette per l’inverno.

Orari, quantità e tempi del pasto

Il pasto va dato a orari fissi, di giorno, restando presenti finché i gatti hanno finito. È il modo più semplice per capire quanto mangiano e per non lasciare nulla dietro di sé.

Orari regolari

Uno o due pasti al giorno, sempre alla stessa ora e possibilmente con la luce: i gatti impareranno a presentarsi puntuali.

Ritira le ciotole dopo circa mezz’ora

Oltre i 30 minuti il cibo non consumato comincia ad attirare gli insetti: è il momento di raccogliere tutto.

Dosa con l’esperienza

Se il cibo sparisce in meno di un quarto d’ora, probabilmente ne serve di più; se ne avanza sempre dopo mezz’ora, la porzione è troppo abbondante.

L’acqua resta

La ciotola dell’acqua, pulita e cambiata ogni giorno, può restare sempre a disposizione: lo ammettono anche i regolamenti comunali che impongono di ritirare tutto il resto.

Cibo umido o secco? E d’estate?

Crocchette e cibo umido vanno bene entrambi, purché siano alimenti completi per gatti. Cambia il modo di gestirli.

Cibo secco

Si conserva bene, non attira subito gli insetti ed è la soluzione più pratica quando non puoi trattenerti durante il pasto.

Cibo umido

Piace molto ai gatti e li aiuta a introdurre liquidi, ma si deteriora in fretta e, se resta nella ciotola, diventa presto un richiamo per mosche e formiche.

D’estate il cibo umido va bene solo se resti finché i gatti hanno finito e ritiri subito la ciotola. Con il caldo si guasta in poco tempo, e un piattino dimenticato al sole è proprio ciò che scatena le proteste. Se non puoi restare, meglio le crocchette in porzioni misurate.

Non si tratta di eliminare l’umido. Alley Cat Allies lo considera anzi prezioso nei mesi caldi, perché i gatti bevono poco e ricavano gran parte dei liquidi dal cibo: un motivo in più per offrirlo in piccole porzioni, nelle ore più fresche, raccogliendo gli avanzi al più tardi entro tre quarti d’ora. Durante le ondate di calore servono anche più ciotole d’acqua all’ombra, cambiate spesso, come abbiamo ricordato commentando l’ordinanza della Regione Calabria contro il caldo.

Pulizia: togli, lava, raccogli

Finito il pasto, il lavoro non è concluso. Ogni volta che dai da mangiare alla colonia, lascia l’area come l’hai trovata, o più pulita.

Togli le ciotole

Ritira le ciotole del cibo e lavale, a casa o con l’acqua che porti con te.

Raccogli i residui

Raccogli crocchette sparse, scatolette, bustine e sacchetti e buttali nei rifiuti.

Cambia l’acqua

Cambia l’acqua e sciacqua la ciotola, che con il caldo si sporca in fretta.

  • Se trovi deiezioni nei punti di passaggio, rimuovile. Non è un obbligo — la Cassazione ha escluso che il tutor ne risponda — ma è il miglior biglietto da visita della colonia.
  • Se altre persone lasciano cibo in giro vicino alla colonia, parlane con loro: un solo punto di alimentazione ben gestito vale più di tanti piattini sparsi.

Cosa dice la legge: nutrire i gatti è tutelato, pulire è un dovere

Nessuna legge vieta di dare da mangiare ai gatti liberi: la tutela della colonia comprende anche la sua alimentazione. Chi la nutre, però, deve farlo senza sporcare e senza creare problemi igienici. È un equilibrio che ritroviamo, con parole diverse, in tutte le fonti.

La legge 14 agosto 1991, n. 281, la legge quadro sugli animali d’affezione, protegge i gatti che vivono in libertà e vieta di maltrattarli o di allontanarli dal loro habitat. Già nel 1997 il Consiglio di Stato (Sez. III, parere 16 settembre 1997, n. 883) aveva chiarito che nessuna norma, statale o regionale, vieta di alimentare gli animali senza proprietario nei luoghi in cui trovano rifugio.

Le leggi regionali: stessa regola, formule diverse

Le leggi regionali, che trovi nel nostro Database legislativo, declinano questo principio in modo più o meno dettagliato. Ecco le previsioni più specifiche:

  • Puglia. L’art. 13, comma 6, della legge regionale 7 febbraio 2020, n. 2 obbliga chi cura l’alimentazione delle colonie a rispettare le norme di igiene pubblica e decoro urbano, evitando la dispersione degli alimenti e provvedendo alla pulizia dell’area. La Regione lo ha ricordato anche nel caso di Mola di Bari.
  • Calabria. L’art. 13 della legge regionale 3 ottobre 2023, n. 45 prevede che il Comune localizzi e segnali il punto principale di offerta del cibo, e che l’alimentazione dei gatti non possa essere vietata in nessun caso (comma 2). Il tutor si occupa anche dello stato igienico dell’area (comma 4) e sulle aree pubbliche si possono collocare manufatti rimovibili per l’alimentazione, garantendo igiene e decoro (comma 5).
  • Sicilia. L’art. 22, comma 4, della legge regionale 3 agosto 2022, n. 15 afferma che chiunque può alimentare cani e gatti, nel rispetto del regolamento comunale e dell’igiene del suolo pubblico, evitando di disperdere il cibo e pulendo la zona. È vietato impedire od ostacolare l’accudimento, e chi somministra cibo con regolarità deve ripristinare le condizioni igieniche e segnalare al Comune il luogo e il numero dei gatti.
  • Liguria. Per l’art. 8, comma 5, della legge regionale 22 marzo 2000, n. 23, la somministrazione di cibo alle colonie «non può essere impedita». In caso di controversia è il Comune a delimitare, nell’habitat della colonia, un’area riservata.
  • Abruzzo, Campania e Toscana. Impongono obblighi di pulizia espliciti a chi nutre i gatti: l’art. 18, comma 4, della legge regionale 18 dicembre 2013, n. 47 chiede di evitare la dispersione degli alimenti e di pulire costantemente la zona; l’art. 14, comma 5, della legge regionale 11 aprile 2019, n. 3 e l’art. 35, comma 2, della legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 richiedono pulizia e decoro delle aree della colonia.
  • Il punto di alimentazione individuato dal Comune. In Veneto i Comuni, sentita l’azienda sanitaria, individuano gli spazi destinati all’alimentazione dei gatti (art. 16, comma 4, legge regionale 28 dicembre 1993, n. 60); in Toscana i «punti idonei» (art. 34, comma 2). In Lombardia la colonia è registrata in corrispondenza del punto di alimentazione e il tutor cura anche lo stato igienico dell’area (art. 11 del regolamento regionale 13 aprile 2017, n. 2, attuativo della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33). In Friuli Venezia Giulia le aree delle colonie sono zone protette ai fini della cura e dell’alimentazione (art. 22, comma 3, legge regionale 11 ottobre 2012, n. 20).
  • Lazio. Le linee guida regionali approvate con determinazione del 6 febbraio 2023 contengono un vademecum per il referente: pasti a orari fissi, contenitori tolti dopo ogni pasto tranne quello dell’acqua, niente cibo sotto le auto e, in condominio, uno spazio concordato e tenuto pulito.

Queste regole valgono ovunque, anche dove la legge regionale non ne parla. Altre leggi, come quelle di Emilia-Romagna, Basilicata e Sardegna, non dettano previsioni specifiche sull’alimentazione. Ma ciotole, ritiro degli avanzi e pulizia derivano dalle norme generali sull’igiene del suolo pubblico e sui rifiuti, e sono ripetute in modo quasi identico dalla gran parte dei regolamenti comunali per la tutela degli animali. Il regolamento del tuo Comune può aggiungere dettagli, come orari o punti autorizzati: controllalo sempre.

Cosa hanno deciso i giudici

  • Divieto generalizzato no, regole sì. I tribunali amministrativi annullano le ordinanze che vietano in modo generalizzato di dare cibo agli animali senza proprietario, ma riconoscono ai Comuni il potere di disciplinarne le modalità. Il TAR Puglia, Bari, Sez. I, con la sentenza 16 luglio 2018, n. 1078, ha affermato che alimentarli è lecito se il cibo è messo in appositi contenitori, rimossi da chi lo ha dato: lasciarli sul posto costituisce abbandono di rifiuti su suolo pubblico. Lo stesso principio è stato ripreso dal TAR Sardegna, Sez. I, con la sentenza 23 settembre 2026, n. 1134. Entrambe riguardavano cani, ma il ragionamento vale anche per i gatti.
  • Le ordinanze che regolano il foraggiamento vanno rispettate. Nella sentenza n. 27109/2026 la Cassazione ha escluso che il tutor risponda delle deiezioni dei gatti, ma non ha ritenuto illegittima l’ordinanza comunale che vietava di lasciare residui di cibo e consentiva di nutrire le colonie solo per il tempo necessario, con pulizia immediata. Chi la viola rischia la sanzione amministrativa prevista dall’ordinanza.
  • Quando la gestione degenera. Con la sentenza 23 aprile 2021, n. 1299, il TAR Sicilia, Catania, Sez. IV, ha confermato un’ordinanza sindacale che imponeva pulizia, sterilizzazione e nuove regole per l’alimentazione di gatti tenuti in un’abitazione e in un terreno privati, dopo che l’azienda sanitaria aveva accertato un’emergenza igienica. Un caso diverso da una colonia ben gestita, che mostra però quanto la pulizia sia la prima tutela per i gatti.

In condominio: come prevenire le contestazioni

La colonia può vivere nelle parti comuni, ma il punto di alimentazione va scelto e gestito in modo da non pesare sugli altri condòmini. L’art. 1102 del codice civile consente a ciascun condomino di usare le parti comuni purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uso. Il Tribunale di Milano, con la sentenza 30 settembre 2009, n. 23693, ha ricondotto a questo uso legittimo l’accudimento dei gatti negli spazi comuni, e la Regione Puglia ha confermato che per riconoscere una colonia in condominio non serve il benestare dell’amministratore.

Qualche accorgimento per evitare i conflitti:

  • Concorda il punto pappa. Proponi all’amministratore o in assemblea un punto preciso, lontano da portoni, garage e finestre, spiegando che serve a tenere i gatti in un’area definita e pulita.
  • Rispetta orari e tempi. Le ciotole ritirate dopo il pasto sono la prova più convincente che la colonia non crea problemi.
  • Documenta. Qualche foto datata dell’area pulita, scattata periodicamente, può essere utile se arriva una contestazione.
  • Rispondi con calma. Se ricevi una lettera dell’amministratore, spiega cosa fai e proponi un accordo. Ricorda che i gatti non possono essere allontanati dal loro habitat: sul tema di cosa può decidere il condominio torneremo a breve con un approfondimento dedicato.
In sintesi

Cosa sapere sull’alimentazione dei gatti di colonia

Dipende dal regolamento del tuo Comune: molti chiedono di ritirare tutti i contenitori dopo il pasto, tranne quello dell’acqua. Anche dove non è vietato, le crocchette lasciate per ore attirano formiche, uccelli e altri animali: in condominio è meglio ritirare tutto.

Sì, ma solo se resti finché i gatti hanno finito e ritiri subito la ciotola, perché con il caldo si guasta in fretta. Se non puoi restare, preferisci le crocchette e lascia sempre acqua fresca all’ombra.

Un divieto generalizzato è illegittimo, come hanno affermato più volte i tribunali amministrativi, e alcune leggi regionali lo escludono espressamente. Il Comune può però fissare regole su orari, luoghi e pulizia, che vanno rispettate.

Se sai chi lo lascia, parlagli e spiega le regole: spesso è una persona di buona volontà che non le conosce. Se la colonia ha un tutor di riferimento, avvisalo. Se il problema continua o crea inconvenienti igienici, segnalalo all’ufficio tutela animali del Comune o alla polizia locale: una gestione corretta protegge anche i gatti.

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